La Chirurgia Robotica in Ginecologia
La chirurgia robotica rappresenta per il paziente l’ultima frontiera della tecnologia in ambito chirurgico.
Cosa significa concretamente per il paziente affidarsi a una tecnologia di ultima generazione ?
Significa garantire al chirurgo la massima precisione del gesto operativo e al paziente, che può sentirsi ansioso riguardo all'intervento, la minima invasività possibile. È naturale avere timori prima di un intervento chirurgico, ma è importante sapere che la chirurgia robotica è progettata per ridurre il dolore e accelerare il recupero, offrendo così un'esperienza più rassicurante per il paziente. a fronte di un intervento chirurgico che garantisce un’accuratezza maggiore rispetto alla chirurgia tradizionale laparotomica.
Significa inoltre un recupero più rapido un minore dolore post operatorio, un ritorno più veloce alla propria vita di sempre.
La tecnologia robotica è un’interfaccia tra l’operatore e il paziente che non si sostituisce mai al chirurgo.
La strategia operatoria, la decisione dei singoli passi rimangono appannaggio esclusivo del chirurgo mentre l’esecuzione tecnica del gesto invece viene migliorata dalla macchina che aggiunge alla sensibilità umana la possibilità di approcciare direttamente gli organi senza la necessità di aprire in toto l’addome come nella chirurgia tradizionale.
L’apice degli strumenti robotici vengono convogliati all’interno dell’addome attraverso piccoli fori sulla parete addominale, gli strumenti sono a diretto contatto con i tessuti del paziente e sono controllati dal movimento delle mani del chirurgo.
Questi strumenti una volta all’interno della cavità addominale si dispiegano e si muovono come potrebbe muoversi la mano umana.
Una telecamera tridimensionale restituisce all’occhio del chirurgo una visione come quella che avrebbe nella visione diretta ma migliorata perché magnificata nei dettagli e delle differenze cromatiche.
Il paziente si sveglia pertanto con un risultato chirurgico perfetto e solo dei piccoli fori nello specifico quattro o cinque sull’addome che necessitano di uno al massimo 2 punti.
La parte meccanica robotica esterna al paziente può considerarsi imponente e “sovrastante“ rispetto al tavolo operatorio, in realtà la parte strumentale fisicamente inserita nell’addome è costituita da strumenti di pochi centimetri di lunghezza e diametro di 5 mm.
Il cosiddetto carrello paziente che alloggia il braccio robotico o i bracci robotici a seconda del tipo di piattaforma è controllato da una consolle che è la sede del chirurgo primo operatore.
La consolle può essere accanto al letto operatorio o displocato piu distante, anche in un’altra stanza teoricamente come mi è capitato di vedere in alcuni ospedali americani.
In Italia la consolle è sempre adiacente al letto operatorio. In sala operatoria si trovano poi gli schermi atti alla visione del secondo e terzo operatore. L’ anestesista rimane sempre prossimo al paziente come nella chirurgia tradizionale.
Ad oggi più di una tipologia di robot è disponibile per l’ uso chirurgico ginecologico, nello specifico si avvicendano tre diverse piattaforme robotiche:
- il sistema da Vinci Intuitive Surgical
- il sistema Hugo - Ras Medtronic
- il sistema Versius CMR.
La validità delle tre piattaforme è comprovata da diversi studi clinici e preclinici. Nello specifico io ho conseguito la certificazione per l’utilizzo delle tre piattaforme e seleziono a seconda della tipologia di intervento quella che più si adatta al caso chirurgico del singolo paziente.
La chirurgia robotica rappresenta un’ evoluzione della chirurgia laparoscopica che a suo tempo già era considerata pionieristica rispetto alla tradizionale laparotomia ossia la chirurgia a cielo aperto.
La robotica ha esaltato il concetto di mini invasività, di precisione, di miglioramento della visione, di eleganza del gesto chirurgico e di apprezzamento dell’anatomia già in seno al concetto della laparoscopia. Le due metodiche non si contrappongono, una rappresenta l’evoluzione dell’altra pertanto il chirurgo robotico è un’evoluzione del chirurgo laparoscopista, e per i laparoscopisti di nuova generazione la traslazione da una metodica all’altra come nel mio caso è stata naturale.
Ci viene cosi restituita la naturalezza del gesto chirurgico come “a mano libera“, viene definitivamente meno il vincolo del movimento su quattro gradi di libertà come in laparoscopia.
Chi come me ama da sempre la chirurgia ha salutato l’avvento della robotica con grande entusiasmo e una volta intravisto il potenziale di questo strumento e i reali vantaggi di questa tecnologia per il paziente la piattaforma robotica diventa insostituibile.
Ad oggi attendiamo solo avanzamenti tecnologici che possano portare a una riduzione ulteriore della dimensione degli strumenti o una riduzione numerica degli strumenti introdotti in addome come con la tecnologia single port.
In quali interventi usiamo la piattaforma robotica in ginecologia ?
Indicazioni
La Chirurgia Robotica attualmente sembrerebbe rappresentare la più valida e meno invasiva opzione terapeutica nell'effettuazione soprattutto di interventi complessi come per esempio l’asportazione radicale dell’utero , l'asportazione sistematica dei linfonodi sia a livello pelvico sia a livello addominale, la sospensione dell’utero e della vagina, l’asportazione radicale dell’endometriosi profonda.
Il Sistema Chirurgico Robotizzato da Vinci ®
Il sistema robotico HUGO RAS Medtronic
Il sistema Versius CMR
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